Missione: alleviare la sofferenza - Rivista IDEA

Articolo del 05-05-2011 - IDEA

Armando Verrua, titolare dell’omonimo gruppo di onoranze funebri attivo in Langa e Roero, sembra essere la perfetta confutazione dei tanti pregiudizi esistenti intorno a chi opera in questo settore. è inutile negare che nell’immaginario collettivo chi è chiamato in causa in un momento tanto delicato per le persone, ovvero nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla perdita di un proprio caro, è considerato una sorta di “portatore sano” di sofferenza, una figura per certi versi quasi lugubre e funerea. Ovviamente nulla di tutto ciò corrisponde a verità e il discorso perde di qualsiasi significato quando si prende a modello l’imprenditore braidese cui fanno capo “La Cattolica”, attiva a Bra e a Cherasco, la “Cavallotto” con sede a Grinzane Cavour e, da qualche settimana, anche a Canale, la “Culasso” di Neive, la “Longo” di Cherasco e “L’Albese” che opera nella città delle cento torri e anche sotto la Zizzola. Uomo affabile e pieno di entusiasmo, Armando Verrua è la dimostrazione concreta di come operare nel campo delle onoranze funebri sia una scelta lavorativa e nulla più, del tutto svincolata dal modo di essere e dallo stile di vita al di fuori dell’ambito lavorativo.

Basti citare, parlando di Verrua, il suo impegno nel campo del volontariato: è attivo presidente dell’Avis, dell’associazione “Safe on drive”, della Pia società calzolai e lo è stato del Panathlon e dell’Aido..., promotore di mille iniziative all’interno di questi sodalizi volte a regalare momenti di divertimento e di intrattenimento ai soci. Quindi, al contrario di ciò a cui una considerazione superficiale potrebbe portare a pensare, il lavoro non determina il modo d’essere dell’uomo. Vale, invece, l’esatto contrario. Ovvero: le peculiarità caratteriali dell’uomo possono incidere, e non poco, sul modo di operare nella propria professione. Anche in questo ambito citare l’esempio di Armando Verrua significa prendere a modello un caso autoevidente. Le doti di intraprendenza, creatività e voglia di sorprendere in positivo, proprie dell’uomo, lasciano un segno profondo anche nell’attività dell’imprenditore.

Come dicono gli inglesi, nella vita di un uomo ci sono due cose sicure: le tasse e la morte. Tralasciando le prime, per la quale si potrebbe discutere o perlomeno provare la strada di un condono in extremis, di certo rimane solo il momento della dipartita. Inevitabile, tanto da far credere a qualcuno che chi si occupa di curare questo momento non abbia che da aspettare di mettersi al servizio di chi si trova ad averne bisogno. Anche in questo caso, nulla di più sbagliato, come dimostra di nuovo l’operato di Verrua, capace di portare nel settore delle onoranze funebri tutta una serie di innovazioni che prima non c’erano e senza di lui difficilmente ci sarebbero state. Novità che non sono frutto di una necessità di chi si rivolge all’impresa, ma al contrario rappresentano un di più che l’azienda stessa offre, per garantire un servizio più completo, in grado di rendere meno gravose le incombenze legate alla perdita di un caro e ancor più indelebile il suo ricordo. Una rivoluzione copernicana del settore, a suo modo, che ha visto raggiungere una sempre crescente professionalità, sia nel disbrigo delle questioni pratiche e burocratiche sia nel sostegno alle famiglie, attraverso una vicinanza partecipe e un supporto qualificato. Non da meno il gruppo si è avvalso delle possibilità legate alle nuove tecnologie, con iniziative come la “bacheca virtuale”, che mette a disposizione “on-line” l’annuncio dei decessi, l’orario delle funzioni religiose e i ringraziamenti o un dvd con foto, video, testi e canzoni con cui celebrare il ricordo di chi non c’è più, da poter vedere ogni volta in cui si abbia voglia di sentire la persona amata un po’ più vicina. A quest’ultimo si affianca “Ricordi di una vita”, il libro consegnato ai familiari del defunto su cui si possono fermare i momenti più belli legati alla persona cara, con anche le frasi di chi viene a fare visita e ha voglia di lasciare un pensiero. Perché sì, il lavoro nobilita l’uomo, ma anche l’uomo può nobilitare il suo lavoro...

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